Librerie per musica da cinema

All’interno del variegato mondo delle librerie orchestrali si trova una sottocategoria molto particolare: quella dei suoni per musica da cinema. Nel cinema è di primaria importanza l’efficacia del messaggio emozionale trasmesso dalla musica. Non si tratta solo di scrivere “bella musica”, ma di veicolare un significato che connoti l’azione e che si leghi al suono che sembra emanare dalla scena (il suono diegetico, cioè i rumori e la musica che esce dalla radio inquadrata sullo sfondo). Si deve quindi ricorrere a particolari segnali, richiami, attuatori di determinati stati d’animo, ben noti fin dai tempi di Bernard Herrmann, di Erich Korngold o di Sergei Prokofiev (ma anche di quel grande compositore da cinema mancato che fu Arnold Schönberg – tra l’altro autore di una originale colonna sonora senza film).

Bernard_Herrmann_Hitchcock

Il compositore Bernard Herrmann e il regista Alfred Hitchcock: la coppia perfetta.

Già al pionieristica Orchestral Colors di Peter Siedzsladzeck (1994) è organizzata come una raccolta di elementi costruttivi di base, effetti speciali da montare insieme, sonorità particolarmente significative da buttare in scena secondo necessità. In anni più recenti si sono viste altre raccolte importanti, come quelle di ProjectSAM (la Cinematic Orchestra della serie TrueStrike, o i Cinematic Effects della serie Symphobia), o quelle di tante case specializzate in librerie “d’uso”.

Nei Cinematic Ensembles di ProjectSAM si torna a campionare gli strumenti nel loro normale modo di emissione, ma non riprendendoli da soli: si registrano intere sezioni o l’intera orchestra, in modo da restituire tutto il vigore dell’insieme e non l’onesto, ma fiacco realismo del singolo strumento.

Si può capire che ci troviamo a metà strada tra una “tradizionale” libreria di suoni strumentali dedicati al compositore, ed una libreria di pezzi già pronti per il montaggio sull’immagine, come quelle di Sony e BMG in uso negli studi video. In questo caso, si offre del materiale già pronto, lasciando però al musicista la libertà di ricombinare i tasselli in un’opera completamente nuova.

Anche senza ricorrere a collezioni così specifiche, si deve osservare che il suono vibrante, emozionale, espressivo fin dalla singola nota che ritroviamo nelle librerie di Vitous, Sonic Implants, East West o Kirk Hunter, sembrano create proprio pensando ai compositori da cinema e alla loro necessità di dire molto con il minimo di note.



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