L'interno

La stampante accoglie nell’angusto spazio interno l’elettronica, la meccanica, la cartuccia toner/tamburo/sviluppatore, e il cassetto di alimentazione della carta.

La cartuccia integra i componenti fondamentali della stampa, e cioè tamburo, sviluppatore e serbatoio del toner (cioè l’inchiostro); quest’ultimo ha una durata dichiarata di 3000 pagine. All’esaurimento del toner si cambia l’intera cartuccia, ottenendo così una meccanica praticamente nuova ad ogni ricambio. Questa soluzione, introdotta con la LaserJet II, consente di mantenere costante la qualità di stampa nel tempo e di evitare complesse operazioni di rabboccamento del serbatoio dell’inchiostro.

Infilare o sfilare la cartuccia è un’operazione di una semplicità sorprendente. Non ci sono fermi, rotaie o ganci; la cartuccia scivola nel suo alloggiamento e si assesta correttamente in un istante. L’operazione di sostituzione della cartuccia non dura più di dieci secondi.

I costi di questa soluzione non sono più alti che con la soluzione tradizionale. Inoltre, HP riceve le cartucce usate pagando la spedizione, reintroducendole in commercio una volta ricaricate e rimesse perfettamente a nuovo.

La meccanica di stampa è la stessa meccanica della Canon già vista nei modelli IIP e IIIP, probabilmente in un versione un po’ rivista. Garantisce un velocità massima di quattro pagine al minuto, ed è molto precisa.

L’elettronica, disposta su una schedina davvero minuscola considerate le sue prestazioni, integra un veloce microprocessore RISC della Intel, le ROM contenenti il PostScript Level 2 della Adobe, i 4 Megabytes di RAM. [A proposito del processore Intel, sono contento che alla HP abbiano deciso di non rovinare il gradevole design con quel terribile logo “Intel Inside”.]



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