Un occhio di riguardo per l’ambiente

Stanno arrivando sul mercato alcune stampanti “ecologiche”, più rispettose di altre dell’ambiente. Una stampante laser è molto inquinante: produce molto ozono, richiede durante la lavorazione del motore un impiego massiccio di Cluoro-Fluoro-Carburi (CFC), il toner è una sostanza assolutamente non biodegradabile (la carta è corruttibile, ma l’inchiostro le sopravviverà...), le parti di ricambio sono in plastica non biodegradabile. Inoltre, le stampanti laser richiedono una grande quantità di energia elettrica per riscaldare la carta e l’inchiostro e per generare il raggio laser che impressiona l’immagine della pagina sul tamburo fotosensibile.

La 4ML si disattiva parzialmente durante i periodi di inattività (non si spegne del tutto, perché mantiene “un occhio mezzo aperto” per accertarsi che non arrivino segnali dall’esterno), non emette ozono, il motore viene prodotto con una lavorazione che non impiega CFC, la stessa HP ricicla le cartucce pagando le spese di spedizione per il loro recupero.

Siamo più avanti del solito imballo in cartone riciclato (che, pure, qui c’è). Il recupero della cartuccia di toner non è solo un atto di sensibilità ambientale, ma anche un buon investimento: la cartuccia costa al pubblico più di centomilalire, e la parte più costosa per il produttore è la cartuccia stessa e non il toner. Recuperandola, HP paga una cartuccia nuova al costo della tariffa di spedizione postale. Ingegnoso!

Oltre alla cartuccia, HP si impegna a recuperare anche l’intera stampante una volta divenuta inservibile.



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