Registrazione e mixaggio

Nonostante Spitfire sia nota per una serie di librerie orchestrali registrate in ambienti dal suono molto riverberante, in particolar modo la grande Lyndhurst Hall degli Air Studios di sir George Martin, per gli LCO Strings si è preferito abbandonare la grande chiesa riadattata, e registrare in un ambiente molto più asciutto. La ripresa è stata effettuata negli studi poco riverberanti di King’s Cross, di proprietà della stessa Spitfire. Sono stati usati microfoni a nastro e valvolati, amplificati da preamplificatori Neve e digitalizzati da convertitori Cranesong.

Il risultato è raccolto da due serie di microfoni – vicino, e ambiente – che si possono mixare a piacere. La stessa Spitfire offre due mix già pronti (uno – MX1 – dal suono naturale, ed un altro – MX2 – già compresso). Offre anche due mix molto effettati, uno dei quali (FX1) molto cupo e soffocato, dalle frequenze estreme molto filtrate, e l’altro (FX2) con una affascinante sonorità sintetica e sgranata.

La ripresa vicina è molto presente e aggressiva. Spitfire presenta i campioni ad un livello molto basso, per evitare che nel mix ci siano distorsioni. Il risultato immediato è che ci si trovi ad una distanza percepita abbastanza importante dal musicista. Se l’orchestrazione è trasparente, si può però alzare il volume dello strumento Kontakt, e aumentare di conseguenza il senso di presenza e corporeità del suono. Che è considerevole, e persino inquietante con le articolazioni più estreme.



intro | descrizione | lco | registrazione | articolazioni | ostinatum | conclusioni


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