Moduli dedicati e schede orchestrali per sintetizzatori

A beneficio dei musicisti meno abbienti, alla fine degli anni '80 ai campionatori iniziarono ad affiancarsi strumenti, come i Roland U-110 ed U-220 o il Proteus/1 di E-mu, basati su una scelta abbastanza ampia di suoni campionati, destinati a coprire un vasto spettro di casi d’uso. Questi riproduttori di campioni (spesso definiti in gergo “ROM-player”, cioè “riproduttori di suoni in memoria ROM non riscrivibile”) contenevano anche alcuni suoni orchestrali; il Proteus/2 sarebbe stato addirittura interamente dedicato all’orchestra, assecondando le richieste del nascente mondo dei piccoli studi video e cinematografici, con la sua voglia di colonne sonore di sapore hollywoodiano “fatte in casa”.

Proteus2

Il Proteus/2 di E-mu offriva un nutrito campionario di eccellenti suoni orchestrali, ad un prezzo abbordabile da tutti.

I ROM-player sono il modo più economico per dotarsi di suoni orchestrali. Sull’onda del loro successo, verso la metà degli anni ’90 le case produttrici di sintetizzatori decidono di “impacchettare” i loro suoni migliori, e di offrirli sotto forma di schede di espansione specializzate da inserire in strumenti di uso più generico. Appaiono così le schede orchestrali per la serie K2000 di Kurzweil, quelle per la serie JV di Roland e quelle per le serie EPS/ASR di Ensoniq. Intanto E-mu continua a sfornare nuovi modelli di Proteus (tra cui il Virtuoso 2000, che cerca di rinnovare i fasti del Proteus/2).

Pur mancando dell’assoluta flessibilità di un campionatore, questi strumenti costituiscono un notevole passo in avanti rispetto ai ROM-player per così dire “generici”, dotati di un assortimento piuttosto grossolano di suoni orchestrali. La diversa finezza è evidente. Ad esempio, il capostipite Proteus/2 contiene sezioni di archi separate (violini, viole, violoncelli…) e non solo un blando “strings ensembe” (insieme d’archi). I fiati solisti sono campionati con molta cura (commovente l’oboe con vibrato naturale). I corni, con il loro attacco in sforzando, sono finalmente potenti e incisivi. E finalmente si può metter mano a suoni percussivi fondamentali per la scrittura orchestrale, come una vera marimba, rullate di timpani, piatti e grancassa orchestrali, un’intera batteria di gong e il suono profondo del tam-tam.

[Questi strumenti hanno conosciuto un enorme successo, che continua ai giorni d’oggi con il materiale disponibile in strumenti quali, in casa Roland, il Fantom con le schede della serie ARX, o il Kurzweil PC3.]



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